Inglese per ragazzi (boys) di 11-13 anni

Dopo anni frenetici con impegni extracurricolari per individuare hobbies e passioni più adatte, in questi anni si rallenta un po’. I bambini diventano ragazzi e hanno trovato il loro interesse principale (qualche sport o uno strumento musicale, un gruppo che fa scouting o un’attività sociale) oppure ci si trova in un vuoto che spaventa i genitori, perché sembrerebbe che il loro figlio non si interessa a niente in particolare. Oppure – spaventando ancora più i genitori – si interessa ai videogame o alla televisione, diventando fisicamente passivi e mentalmente più lontani.

Sono anni difficili, perché per la prima volta sembra che questi ragazzi non vogliano o possano comunicare pensieri o sentimenti ai genitori, come forse facevano prima. L’adolescenza è difficile per tutte e due le parti. I genitori non riconoscono i loro adorati figli, mentre i ragazzi cercano un’identità non più infantile in un mondo estremamente competitivo, dove è facilissimo sentirsi meno bravi degli altri.

La scuola spesso peggiora la situazione: voti ingiusti, ragazzi più popolari, bulli, tutti convinti di essere ‘forti’ perché hanno un telefonino nuovo o una maglietta costosissima. E tutto questo continua a casa, non per colpa dei genitori, ma di tutti i social media che danno spazio ad una competizione e ad un flusso di ‘far vedere e far credere’ senza sosta.

Sapere una lingua è considerato ‘in’ o ‘noioso’ a seconda dell’ambiente scolastico e della cerchia di amici che frequentano. Dove tra i ragazzi alcuni hanno esperienza di prima mano all’estero, anche gli altri capiscono i vantaggi di sapere una lingua straniera. Mentre spesso anche studiare una lingua può diventare solo un’altra occasione per sentirsi indietro, di non essere abbastanza bravi. Se ci si porta anche difficoltà di lettura o scrittura con sé dai primi anni dell’elementari, la situazione peggiora esponenzialmente.

Cosa si può fare? Perché sapere bene una lingua straniera è davvero importante. Si deve puntare sull’auto-stima dei ragazzi. Con un corso che fa sentire bravi i ragazzi (non facendogli credere, ma facendogli scoprire i loro veri punti di forza), può dare una base solida per un futuro che dà la scelta e tante opportunità a loro, ma anche per una personalità che sarà capace di affrontare le opportunità e le difficoltà.

Nei progetti pensati (ma da ripensare vedendo i ragazzi nella prima lezione) sembrano giochi, ma nascondono un mare di vocabolario e sempre uno/due argomenti di grammatica (più non sarebbe gestibile), ma soprattutto un esposizione continua alla lingua inglese (ascolto) e la necessità e possibilità di esprimersi in inglese (parlato).

Nome del corso: Fighters’ Club
Età: 11-13 anni
Numero massimo dei partecipanti: 6
Argomenti (possibili):

Cinema show: Scegliendo film epici – e conosciuti dai ragazzi – si analizzano delle scene, si fa doppiaggio (anche liberamente), si gioca con la pronuncia, si riscrive la fine della storia, etc. Tutto questo in inglese, capendo le lacune e le basi comuni nella lingua inglese.
I link therefore I am: Giocando sul Descartes ‘I think therefore I am’, entriamo nel mondo del social e dei telefonini. Si vede cosa ci si può fare con un cellulare, cosa significano le cose inglesi usati giornalmente. Si crea un gruppo tra gli studenti, dove si fanno delle domande in inglese e si risponde in inglese, dove si condividono delle foto fatte camminando a casa dalla scuola e si fanno esercizi con queste foto.
Video stories: Entriamo nel mondo del YouTube, dove praticamente si trova tutto. Cominciamo con alcuni ‘How to’ video tutorial in inglese, facendo quello che capiamo (senza l’immagine ovviamente), poi si prosegue con lezioni che si basano su piccoli video per rinforzare vocabolario e anche grammatica (cosa succederà prossimamente)?
Virtual games made real: Io – da ragazza – giocavo a Tetris, che sta tornando come vedo, ma è già superato dai giochi strategici, spesso anche violenti. Ma invece di giudicare questi, si può sfruttare che la maggior parte ‘parla’ in inglese. Diamo un’occhiata su alcuni e vediamo una prova di recitarli in realtà (togliendo la violenza).
Trivial pursuit: Domande di ogni tipo con la possibilità di indovinare e poi cercare le risposte giuste. Un gioco che dà preziosi dettagli su cosa sanno i ragazzi (in quale materie brillano) e a che cosa si interessano.
Who are you? Una domanda, che non avrebbe nessuna risposta all’inizio di un corso, ma potrebbe essere un gioco (vedi Avatar) quando si crea un gruppo/una squadra di inglese.
Exam preparation

Esame finale: Basandosi sul livello dei ragazzi, un esame finale potrà essere il livello KET for school dell’Università di Cambridge (livello A2 secondo il CEFR).

Compiti: Nel caso il gruppo si decidesse per l’esame finale, alcuni compiti di lettura e scrittura dovranno essere consegnati. Ma va sempre considerato il carico dei ragazzi da parte della scuola.

Collaborazione con i genitori: L’età diventa più delicata, così un coinvolgimento diretto dei genitori (aggiungendoli al gruppo chat dei ragazzi) potrebbe risultare un blocco della volontà di comunicare, avendo paura della critica dei genitori. Comunque, i genitori vedranno ogni risultato dei progetti (foto o video fatti a lezione andranno pubblicati nella chat dove esclusivamente i genitori sono invitati) e hanno un contatto diretto con l’insegnante.

Durata del corso: 30 lezioni dai primi di ottobre 2017 fino al metà/fine maggio 2018. In totale 45 ore.

Giorni ed orari: ogni mercoledì 15.30-17.00.

Costo del corso: 450 euro. Il costo del esame non è incluso.