Mother to mothers: Animazione, catering – Dadaumpa

La mia prima festa di compleanno ho avuto a 18 anni. Anche prima avevamo festeggiato i miei compleanni, ma solo in famiglia, senza grandi organizzazioni. Torta fatta a casa (a base di burro, evviva dolci tradizionali ungheresi), niente palloncini, poche foto.
Sono poi decollata in una società dove le feste (soprattutto quelle di un compleanno) sono una questione di prestige. Sono rimasta a bocca aperta delle feste bellissime (e costose) che ho visto e ho visto anche un paio di feste senza alcun interesse per fare le cose bene, solo tanto per farle. Allora ho capito, anch’io dovrò cominciare ad organizzare queste, ma non avevo tanta voglia o tanto talento. Il mio compromesso è: una festa grande per il primo compleanno, gli altri più piccoli con la famiglia e la prossima festa grande a 18 anni. Quest’anno toccava alla piccola Elisabetta che il 15 giugno ha fatto un anno. Ecco un piccolo racconto della sua festa.

La festa di Enrico abbiamo fatto in uno spazio che si chiamava Spazio Mad. La decorazione è stata carina, l’animazione non tanto, abbiamo fatto un brunch con cose sane (frutta, yogurt, muffin integrali) e un buffet per gli adulti. La torta è stata bella e buona, insomma, una festa grande con 56 invitati e tanti ricordi belli. Ma il titolare questa volta non ha risposto a nessuna mia chiamata, non era disponibile.

Non potevo andare sotto livello della festa di Enrico nemmeno con Elisabetta. Questa volta invece volevo un divertimento indimenticabile per i miei bimbi (che certamente non se ne ricorderanno ancora, ma noi sì). Ad una festa di compleanno del figlio di amici nostri ho conosciuto un gruppo di ragazzi che facevano animazione. Si chiamavano Dadaumpa. Hanno anche istallato un castello gonfiabile che gestivano molto bene (non hanno lasciato che tutti i bimbi e soprattutto quelli più grandi diventino pazzi dentro, ma hanno fatto entrare i bambini in piccoli gruppi di età). Grazie a questa gestione intelligente, il mio figlio ha superato la sua paura dal gonfiabile. Mi sono anche piaciuti i giocattoli fatti da loro (tiro a bicchieri numerati, lancio di cerchietti colorati etc.). Così ho conservato il loro numero e per la festa di Elisabetta ho chiamato loro per aiutarmi.

Mi hanno accolto con tanta cortesia nel loro spazio in zona Uditore. Siccome lo spazio non ci ha convinto, abbiamo cominciato a progettare una festa ‘offsite’. Purtroppo con questo abbiamo poi avuti tanti fraintendimenti (catering o camerieri non inclusi nel pacco di offsite) e domande aperte. Siccome volevo far gestire anche il catering a loro, sono stata molto delusa dal fatto che oltre il menu tradizionale e supercalorico siciliano (con rosticceria), non hanno avuto nessuna scelta diversa. Così questo dovevo gestire da sola. La torta sapevo già da dove prendere (la Sig.a Tagliavia è famosissima a Palermo, ha un sito molto semplice, ma fa vedere cosa sa fare). Allora abbiamo lasciato l’animazione a loro e abbiamo chiesto aiuto con le posate e due camerieri. Abbiamo avuto anche qualche difficoltà a scegliere il tema. Per me una domanda come ‘Quale è il suo cartone animato o personaggio preferito‘ causa tanto mal di testa: Eli ha un anno e non guarda la TV. Così alla fine abbiamo scelto colori: verde e giallo come linea guida negli addobbi.

La giornata della festa abbiamo stabilito per il 18 giugno, mattina (brunch) e come spazio abbiamo chiesto ai nonni di ospitarci nel loro giardino. Il giorno arriva e… alle 9 comincia a piovere forte forte. Panico totale, perché mentre il giardino a Mondello è ampio, la casa è minuscola: aspettavamo 15 bambini e 35 adulti! Ma dovevamo accontentarci con la terrazza. Qua i ragazzi di Dadaumpa sono stati molto bravi, perché hanno incoraggiato di prendere una decisione veloce e mi hanno rassicurato che il divertimento ci sarebbe stato lo stesso. Verso le 11 poi è uscito il sole e perfino un po’ di venticello è rimasto che ci aiutava a sopportare il calore. Abbiamo allora spostato i tavoli in giardino: un po’ di acqua sul prato non fa male. La festa ha avuto finalmente un vero inizio. Com’è andato? Ecco i miei appunti:

Puntualità: I ragazzi di Dadaumpa dovevano arrivare un ora e mezza prima del inizio della festa (10.30). Ma mi hanno avvisato prima delle 9 che sarebbero arrivati un po’ più tardi. Abbiamo avuto tempi stretti, soprattutto col imprevisto, ma alla fine hanno preparato il minimo indispensabile in tempo.

Addobbi: Loro hanno anche decorato lo spazio con palloncini. Qua hanno usato diversi colori, non solo quello pre-scelti. Il giallo e il verde dominavano i tavoli invece. A me sarebbe piaciuto avere tutta la decorazione nei due colori principali ed avere anche altre decorazioni (bandiere, pupazzi, etc.), ma alla fine forse nessuno ha notato la decorazione delle pareti.

Animazione: Renato, il titolare e/o caposquadra ha di nuovo fatto un ottimo lavoro di gestire i bambini. Credetemi, da educatrice vi dico, è difficilissimo divertire e tenere sotto controllo 15 bambini scatenati con genitori presenti che aiutano poco, soprattutto in Sicilia. Lui ha tenuto sempre pazienza e voce amichevole, ma è rimasto fermo nel rispettare le regole (Se venite troppo vicino alla macchina di bolle, la spengo). Penso che lui sia un educatore e animatore innato, una persona determinata, professionale con tante iniziative belle. Il punto di forza di Diampuru.

Giochi fatti a casa: Renato ha portato anche i suoi giochi fatti a casa. Il giocattolo più bello è stato quello con la scatola di legno, dentro con un labirinto e una pallina e tutto questo su una base che si muoveva, si girava. Il compito è di far arrivare la pallina dal punto di start al finale muovendo la scatole in ogni direzione. Il gioco esiste in forma miniatura da tanto, ma così grande ancora più divertente!

Spettacolo di bolle: Lo so, non è tanto originale fare uno spettacolo di bolle per una festa (forse meno originale sarebbe stato il mago), ma ad Elisabetta piacciono le bolle. Ed è stata una buona scelta. Lo spettacolo abbiamo fatto dentro casa, perché c’era vento, ma i bambini ci sono divertiti tanto ed Elisabetta ha seguito tutti i trucchi con tanta attenzione. Poi siamo andati fuori a giocare con le bolle piccole che venivano da una sparabolle elettronica. Qua si sono scatenati davvero i bambini invitati. Elisabetta li ha guardati, Enrico ha invece vissuto momenti indimenticabili. A volte oltre di originalità, vale di più la efficacia.

Il gonfiabile di jungla: Abbiamo scelto tra i gonfiabili quello più verde con animali, con il tema jungla. Non è stata una scelta per Betta, ma per Enrico e i suoi amici. La maggior parte dei bambini avevano sotto tre anni, ma anche così non era facile a gestire turni. Sono stata d’accordo di lasciarli scatenarsi per un mezz’ora, ma poi togliere il castello.

Regali: Il momento più stressante durante la festa è stato il momento dei regali. Per qualche motivo scuro e illogico, qua si usa di raccogliere i regali in un mucchio con i nomi dei mittenti e farli aprire di fronte a tutti dal festeggiato ringraziando in pubblico. Insomma, fin ora ho visto momenti di crisi veri. Bambini ‘sovra-zuccherati’ che non volevano sedersi in fila o hanno pensato che i regali erano per loro (hanno sentito il loro nomi, alla fine), pianti disperati, regali rifiutati dal festeggiato mettendo mamma e papà in imbarazzo, rumore generale fatto in gran parte dagli adulti invitati (per loro non è un momento particolare), caos totale. Insomma, non è andato bene nemmeno questa volta. Renato dopo mi ha confessato che lui non era mai d’accordo con questa usanza e preferiva che i genitori aprissero i pacchi nel momento che li ricevono e che si ringrazino in privato agli invitati. Un’opinione che ormai condivido interamente.

Cibo, torta: Questi abbiamo procurato noi. Qua un pensiero per Artebianca, il panificio a Mondello che ci ha fatto fare un figurone con tutto ciò che abbiamo offerto ai nostri ospiti. Bravi.
La torta è stata bella, non ha avuto niente a che fare con i colori della festa, ma ne valeva la pena per la bontà:

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Catering: Come concordato, i colleghi di Diampuru hanno portato una decorazione di palloncini e la scrittura del nome di Elisabetta in giallo per decorare il tavolo.

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Hanno anche portato tovagliolini, bicchieri e piatti di plastica e forchette per il catering. Sono venute due ragazze con Renato che dovevano operare come camerieri e gestire cibo, bibite, tavoli, servizio. Se Dadaumpa in qualche modo vuole migliorare il loro (comunque buono) servizio, il catering ha davvero tanta margine di miglioramento. Le ragazze non erano vere camerieri, ma due ragazze vestite anche male (con un T-shirt giallo e pantaloncini), che andrebbe bene per animatori, ma non per il catering. Sono state gentili e disponibili, ma poco capaci di prendere decisioni. Il tavolo dovevo fare rifare perché hanno sistemato i cornetti e salatini in un modo impresentabile. Hanno anche dimenticato i tovagliolini: parlando di una azienda che si mette in lotta per il riciclo, rovinare una composizione di carta per disporre delizie è un peccato. Hanno anche insistito a chiamarmi con un impersonale ‘mamma’, un’abitudine che sento spesso in ospedali e asili-nidi, ma trovo molto distante.
Due erano poi le cose che ho trovato da criticare: uno che dopo un’ora nella festa hanno finito tutte le forchette per gli ospiti. Non hanno portato abbastanza, così dovevamo usare quelli che abbiamo trovato in casa.
La seconda cosa è stata la gestione dei residui: alla fine della festa le ragazze mi hanno sorpresa dicendo che avevano già sistemato tutto quello che era rimasto nel frigorifero e in cucina. Ma quando io sono andata lì a vedere cosa portare a casa e cosa lasciare, sono rimasta sconvolta. Ho trovato pezzetti di torta schiacciati tra piatti di plastica e incastrati nel frigorifero (non si poteva più presentare le fette, ho buttato quasi tutto), accanto il frigo invece la scatola della torta vuota (!). Ho trovato un mezzo barattolo di Nutella buttato nella spazzatura, contenitori aperti senza delicatezza, ma con pugnate di coltelli, salatini lasciati aperti o buttati con il piatto via, etc. Una scena molto triste, sopratutto perché la festa così ha finito con uno spreco spaventoso.
Il mio consiglio: catering va migliorato o delegato ad aziende competenti.

Feedback dei ospiti: Tutto questo certamente è successo dietro le quinte, gli ospiti sono andati via contenti. Non è stata la festa del secolo, ma per le mie misure comunque modeste è andato benissimo.

Feedback della famiglia: Sicuramente io mi sono rilassata poco, cercavo di chiacchierare con tutti, gestire tutto in uno spazio per me non familiare. Invece i nostri figli si sono divertiti tantissimo.

Prezzo: Abbiamo pagato per una cameriera 50 euro per tre ore, questo è il prezzo per un cameriere professionale qua, e per i motivi sopra elencati qua un po’ alto. Ma per gli altri servizi: animazione (65€), spettacolo di bolle (25€), addobbi (35€), gonfiabile (55€) decorazione tavolo (20€), etc. abbiamo pagato un prezzo giusto.

Sono comunque contenta di non dover fare altre feste per un po’, è un’esperienza per me oltretutto stressante. Invidio quelli che hanno tutta la fantasia e pazienza di pensare a tutti i dettagli. Un dono che sicuramente viene utile se qualcuno lavora con bambini.

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