Mother to Mothers: Mapy’s

Palermo non è una città per bambini. Madri anche oggi combattono per spazi giochi, poi per mantenerli in buone condizioni. Adesso stanno aprendo negozi, spazi per bimbi. Non parlo dei vestiti, negozi per vestiti ce ne sono assai, perché presentare un bambino è stato sempre una questione di prestige, mentre cosa si faceva con il bimbo tra due passeggiate (rigorosamente in carrozzina) è stato sempre il problema della madre oppure della tata. Parlo dei negozi di libri o attrezzature per i piccoli e spazi come ristoranti anche per famiglie con bimbi (anche se ogni tanto sento dei ristoranti che si definiscono ‘child friendly’ solo perché hanno inserito il hamburger nel loro menu che così chiamano già kids menu…) o dove i bambini possono giocare (giardini, ludoteche, spazio giochi).

Servizi per bambini è rimasto per lungo un sogno delle madri. Così ho saltato della gioia quando ho sentito che esiste un negozio parrucchiere per bambini. Abbiamo subito preso un’appuntamento per il nostro figlio di due anni (Enrico) e siamo andati con tanta eccitazione da Mapy’s. Online troverai foto stupende e descrizioni molto invitanti di questa catena dei parrucchieri che si offrono i loro servizi ai più piccoli.

Quando siamo arrivati, abbiamo trovato un negozio carino, ma molto trascurato con tre bimbi e tre adulti. Dagli tre adulti una era la parrucchiera, una l’assistente e una madre che era la cliente. Dai tre bambini, una era la figlia della parrucchiera e due i figli della cliente. Tutti e tre disegnavano nel angolo ad un tavolo. Anche noi abbiamo cominciato a disegnare aspettando il nostro turno. L’appuntamento abbiamo avuto per le 10 ed erano già dopo le 10. Nei prossimi quaranta minuti la proprietaria parrucchiera ha finito la piega della cliente e ha risposto a tre-quattro chiamate, ignorando completamente che noi stavamo aspettando. La cosa è diventata ancora più imbarazzante quando sono arrivati puntualmente quelli di 10 e mezza. Hanno aspettato anche loro in piedi 10 minuti, nessuno ha rivolto parola a loro. Lì hanno chiesto quando toccava a loro, ma prima toccava a noi. La proprietaria a questo punto con una sigaretta nella mano parlava sul telefono fuori della porta, l’assistente cercava di sembrare impegnata, ma…

Dopo alcuni minuti finalmente hanno cominciato a convincere Enrico di sedersi sulla macchina o sul aereo per farsi tagliare i cappelli (non voleva lasciare lavarli), e ci voleva un po’ che si convincesse. Allora hanno cominciato a tagliare i capelli e dopo 10 minuti hanno finito. A noi non è piaciuto affatto il risultato, ma già volevamo uscire. Intorno alle 11 stavamo camminando alla macchina, parlando della nostra esperienza. Siamo stati d’accordo che:
– il posto era carino e il taglio non costava tanto (10-15 euro), PERÓ
– come servizio clienti hanno grande margine di miglioramento: nessuno se ne occupa dei clienti che arrivano, buttano alcuni colori con fogli su un tavolo e magari un paio di pezzi di costruzioni come ‘trattenimento’, ma nient’altro. Che ci vuole tempo lungo per lavare i capelli ad un bimbo oppure che si deve guadagnare la loro fiducia, qua non importava niente. Sono stati solo concentrati a fare appuntamenti e guadagnare, ma ad esempio noi sicuramente non torniamo.

Rimaniamo con il nostro barbiere/parrucchiere di Via Agrigento che con meno apparenza e con una lavagnetta e i gessi, fa un lavoro molto più curato, mentre anche noi genitori ci sentiamo bene.

 

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