Nido: Language improvement

Due mesi fa ho scritto un post descrivendo lo sviluppo linguistico di Enrico e Giulio in inglese (Elisabetta ancora non parla). Già allora mi sono meravigliata della velocità con quale questi bimbi capiscono e riconoscono una parola straniera. Importante a chiarire che per loro non esiste una lingua straniera. Per loro una nuova parola è un modo diverso di chiamare una cosa già conosciuta. Ma mentre fine dicembre ho raccontato di parole singole, oggi vi posso dare esempi di frasi misti: metà italiano, metà inglese. Ecco altri esempi come si comunica perfettamente senza chiudersi in una unica lingua.

Tre cambiamenti ho notato in questi mesi:
1. Capiscono la domanda in inglese, ma rispondono sempre in italiano. Questo è tipico per ogni bambino bilingue che una lingua domina, e per loro questo è giustamente l’italiano. Anche nella loro prima lingua, i bambini prima capiscono (tanto), ma ci vuole tempo per pronunciare le prime parole. Un esempio: Giulio stava guardando uno dei nostri libri preferiti (My First London Bus). Io stavo allattando Elisabetta. Senza muovere mani o testa l’ho chiesto: Is it sunny in the picture?
La risposta (giusta) di Giulio: No, piove. Vedi?
2. Capiscono anche discorsi meno concreti (senza indicare le cose o avere una situazione chiara/presente). Ad esempio, mentre prima nella maggior parte dei casi ho indicato la cosa di cui parlavo, adesso posso contare sulla loro comprensione anche se parlo di oggetti non presenti: Can you take it back to the nursery and put it onto the table? Avere una situazione chiara significa ad esempio che siamo a tavolo, mentre parliamo dal cibo oppure stiamo cambiando il pannolino mentre parliamo dei bisogni etc. Adesso posso già fare riferimenti anche ad eventi di passato o luoghi lontani. Un esempio di nuovo parlando con Giulio (che avendo cominciato con me col inglese, è il mio riferimento numero uno):
Io: Did you eat the crackers yesterday?
Giulio: Sì, perché mia mamma mi ha aperto.
Io: At home or in the office?
Giulio: Non at home, in the officio di mammi (NB: officio è la combinazione del italiano ufficio e l’inglese office).

3. Mischiano le due lingue: ormai si ricordano anche delle combinazioni di parole in inglese e le usano correttamente in contesti italiani. Esempi sono:
Giulio: Enrico, leave Giulio. Capito?
Enrico: Non posso, perché troppo big!
Enrico: More acqua, please.
Giulio: No touch, it’s mio!
Enrico: Non è un rabbit, questo è un coniglio.

In queste settimane abbiamo un nuovo arrivato, Bepi, così giustamente ripetiamo tante cose che abbiamo detto sempre al inizio del nostro percorso (Don’t throw toys, Quiet, Sit down, Don’t stand up, Eat with your fork, not with your hands, Blue is your colour, etc.), così anche Bepi può imparare il nostro vocabolario di base. Questo è un buon ripasso anche per gli altri.

Nella prima settimana ho usato anche l’italiano con Bepi a spiegare a lui cosa significa Time out, perché non può lanciare giocattoli, etc., ma insistevo a dire in inglese tutto quello che si poteva capire nel contesto (colori, compiti semplici). Lui ha 20 mesi e principalmente usa le prime 10 parole di ogni bimbo, come mamma, pappa, acqua, etc., ma imita perfettamente gli altri maschi e così si è inserito nel nostro routine senza alcun problema, praticamente in una settimana. Lui verrà tre volte alla settimana e la prossima volta, probabilmente, potrò dare un riassunto anche del suo sviluppo linguistico.

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