Nido: Ghiaccio

L’argomento della settimana scorsa è stato il ghiaccio. Per motivi diversi (vaccini, malattie), abbiamo finito il piccolo progetto questa settimana. Ecco cosa abbiamo fatto.

Una cosa semplicissima, ma un’esperienza stupenda è stata fare il ghiaccio. Ho raccolto alcuni contenitori di yogurt per bambini e ho anche trovato dal estate scorsa due sacchetti per le palline di ghiaccio.
Giustamente, i piccoli non hanno capito cosa facevamo, per loro è stato un gioco mettere l’acqua nella bottiglietta e poi versarla nei contenitori di yogurt e poi anche nel sacchetto. Poi abbiamo messo tutto nel frizzer: loro hanno portato le vaschette e il sacchetto dal tavolo al frigo, una sfida in sè. Poi li abbiamo lasciato lì senza sapere il perché. Abbiamo giocato e dopo pranzo e cambiopannolino siamo tornati in cucina e abbiamo aperto il frizzer. La reazione dei piccoli al cambiamento è stato stupendo:
– Wow, non c’è l’acqua più!
– Caldo! Caldo! (per cold in inglese, questo è anche per noi un ‘amico falso’) No, freddo! Freddo! Very very cold.

Il giorno dopo ho fatto trovare le vaschette di nuovo vuote e pulite. Ma questa volta prima abbiamo messo colori (di tempera) in essi, poi abbiamo versato l’acqua, finalmente con cucchiaini di gelato abbiamo tutto mischiato, abbiamo messo un cucchiaino in ognuno di loro e le abbiamo rimesse nel frizzer. Questa volta, volevano spesso controllare se c’era ancora l’acqua colorata.

ice_paint

Il giorno dopo abbiamo preparato il tavolo con la tovaglia di cera, le grembiule e i fogli. Abbiamo tirato fuori i ghiaccioli dal frizzer e sono stata troppo lenta a dire: Don’t eat it, it’s not an ice-cream… Tutti e due maschi hanno leccato la prima pallina di ghiaccio colorato che sembrava un ghiacciolo, ma poi non lo volevano più (meno male che questi colori ormai non sono nocivi, ma hanno un gusto poco piacevole). E adesso dovevamo cominciare a dipingere col ghiaccio. Al inizio non hanno visto tanto sul foglio, avrei dovuto tirare fuori le vaschette prima dal frizzer per lasciarli un po’ congelare, ma dopo alcuni minuti sono venuti le prime strisce. Almeno per mezz’ora hanno dipinto e chiesto per un’altro foglio e cambiato colore e mescolato anche col le dita, etc. Il divertimento è stato ‘spaziale’, come diceva Enrico.

 

Ecco alcune opere d’arte:

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Non so, quanto potevano capire dalla mia spiegazione che l’acqua diventa ghiaccio se fa molto molto freddo, come nel frizzer e diventa acqua di nuovo se lasciato fuori a temperatura ambiente, ma importante è stato l’esperienza e l’espressione artistica.

Il papà di Giulio ha una galleria d’arte in città: lo devo chiedere di organizzare una mostra per i nostri mini-artisti. Potremmo fare perfino un’asta. I nonni sicuramente aprirebbero il portafoglio 😉

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