Nido: Carnival

Il Carnevale è una festa che a me personalmente piace poco. Vedo che i miei piccoli di 27-29 mesi cominciano a travestirsi di mago o cercano di assomigliare agli caratteri della TV (PJ Masks o Miles dal Futuro), ma siamo ancora al inizio di questo gioco. Così ho deciso di non fare proprio costumi con loro, ma lavorare su maschere e parlare del viso in generale.

Cosa dice il tuo viso?

Ho disegnato un viso con i capelli e su un altro foglio i parti del viso. Questi ultimi li ho tagliati e ho colorato tutto.

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Non appena finito, i miei supereroi già erano accanto a me chiedendo: ‘Che facciamo?’ Hanno cominciato a costruire il viso senza le mie istruzioni e io ho solo guardato tutto ciò. Giulio era di ottimo umore quel giorno, ma Enrico non aveva dormito bene e già prima cercava guai. Guardate come questa si vede in questo esercizio. Ecco il viso che ha costruito Giulio:

Ecco invece il viso che ha costruito Enrico brontolando:

L’esercizio era poi di vedere come possiamo cambiare le espressioni con il viso. Ecco i miei esempi:

Mentre facevo i visi, chiedevo ai piccoli come si sente la bimba e loro hanno identificato le emozioni. Con felice ed arrabbiata non hanno avuto problemi. Erano invece nuovi (o i visi non sono stati tanto espressivi) gli ultimi due: triste e monella (furba, anche se questo non è uno sentimento ma un’intenzione).

Ho chiesto a loro di imitare poi questi espressioni e anche questo gioco ci è piaciuto.

Poi abbiamo tirato fuori un gioco montessoriano, che la mia cognata aveva usato per anni nel suo studio da psicologa infantile: gli orsetti da vestire.

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Questi orsetti sono piccoli puzzle con tre elementi: viso, corpo, gambe. I visi rappresentano un’emozione, mentre con i vestiti si può creare diversi momenti del giorno (ad esempio, pigiama per andare a letto) o diversi caratteri (papà orso con la cravatta o bebè orso con la scaloppina). La cosa bella era che qua anche Enrico ha scelto un viso allegro, come Giulio. Io ho insistito di vestire anche l’orsetto triste e l’orsetto arrabbiato.

Questo gioco abbiamo ripetuto durante la settimana per chiarire come ci sentiamo. Perché?

I bambini tante volte non capiscono perché piangono o sono arrabbiati. Per questo non ha tanto senso di chiedere a loro: ‘Ma perché piangi?’. O succede che un bambino tira un giocattolo o perfino da uno schiaffo a qualcuno per frustrazione. Per gestire queste situazioni, la prima cosa da fare è chiarire col bimbo perché si sente al suo disaggio: ‘Sei arrabbiato, perché vuoi anche tu giocare con la macchinina. Quando lui ha finito, verrà il tuo turno.’ Oppure: ‘So che sei triste, vieni in braccio e vedi che passerà’. Così anche loro saranno capaci a capire il motivo delle loro azioni e da conseguenza anche da gestire le loro emozioni.
PS: Tante volte il motivo di diventare obesi nell’infanzia è di identificare e trattare ogni sentimento come fame e reagire con mangiare. I genitori spesso sono a disagio a loro volta e sono contenti di poter fare qualcosa: tranquillizzare il bambino dandogli qualcosa da mangiare. Facendo questo esercizio con il viso, ma anche tanti altri, aiutano di distinguere sentimenti e decidere anche come gestirli (con un abbraccio, con parlare, con saltare per liberare un po’ di tensione, etc.). Un esercizio, che anche noi, adulti dovremmo spesso fare…

Maschere un po’ diverse: Egg-tray googles

Non volevo fare il tradizionale esercizio delle maschere di animaletti o maschere da colorare. Ma ho trovato un contenitore di carta per uova e un esercizio stupendo, sul sito che sta diventando il mio preferito: education.com. Il processo è descritto sotto il link. Ecco le nostre opere:

Per quanto avventurose i miei maschi, non volevano lasciare che le allacciassi, ma il gioco è stato bello anche così. Dubito che abbiano capito comunque il senso di carnevale, ma la festa ancora non è passata.

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