Playing in the Rain: Fa freddo, vestiamoci

Mi è piaciuto questa mia nuova idea di dare un argomento ad ogni settimana e organizzare gli incontri e le attività intorno ad esso. La terza settimana di gennaio ha portato tanto freddo, non insolito a Palermo d’inverno, ma sempre vissuto male dai palermitani (e ormai anche da me). Così volevo tornare un attimo ad argomento del mese di dicembre (vestiti), ma concentrandoci sui capi che ci mettiamo d’inverno. I miei maschi sono già bravi a togliere cappotti e scarpe (un po’ meno a metterli), ma hanno un rapporto conflittuale con cappelli (figuriamoci guanti).

Lunedì pomeriggio/mercoledì mattina: make your hat
Googlando (che bella parola!) ‘craft ideas preschool hats mittens‘, ho trovato questa idea:

Abbiamo usato:

  • carta colorata (scelta dai bimbi)
  • colla
  • cotone idrofilo e
  • adesivi (ho scelto i cerchietti colorati pensando già al prossimo esercizio, vedi sotto).

La forma del cappello ho disegnato io e ero io che la tagliava. Poi incollando il pom-pom del cappello e la parte bassa, ho dato mano libero ai bimbi col cotone idrofilo.
Alla fine ho dato gli adesivi a loro e dovevo fargli vedere solo una volta come rimuoverli dal fondo.

Ho preparato un attività di 20 minuti, ma me ne accorgo che i miei supereroi riescono, anzi vogliono fare ormai di più.
Meno male che avevo stampato prima questo foglio da education.com:

circle-belongs-snowy-day

L’esercizio è semplice: cerchiare gli oggetti che appartengono ad una giornata con la neve, ma come target puntano su bimbi di 3-4 anni. Così a prima vista ho detto: ‘vabbè possono colorare mentre io spiego gli oggetti’. Invece hanno beccato subito l’esercizio (a 26 e 28 mesi!). Dopo che io abbia cerchiato il primo oggetto invernale, loro hanno continuato. I loro cerchietti li ho segnalati con una freccia. Guardate i risultati:

circle

Wow! Super boys!

E nemmeno questo bastava. I ragazzi hanno continuato a dire ‘Ancora! Ancora!’. Qua mi ha aiutato la mia capacità di improvvisare: ho disegnato due pupazzi di neve sul retro del foglio e ho chiesto a loro di ‘finirli’ con la matita, poi mettere i bottoni sul ‘cappotto’ dei pupazzi. Poi ho tirato fuori due gomme (uguali!) e con un ‘abracadabra’ ho fatto sparire un pezzo del pupazzo di neve. Sucessone! Sia la parola magica ‘abracadabra’, sia la gomma. Io ho saputo da un libro di Harry Potter che ‘abracadabra’ significa ‘be gone!’, ‘sparisci!’. Perfect! Ecco quello che è rimasto dal disegno (e il foglio) dopo l’esercizio:

Martedì poi, facendo vita pratica, abbiamo tirato fuori una borsa da viaggio in cui io avevo già nascosto i nostri cappotti, cappelli, guanti e sciarpe. L’esercizio aveva tre fasi:

  1. selezionare i propri capi
  2. metterli, poi
  3. toglierli.

Il primo passo è andato bene, ma mentre Giulio e il nostro ospite (Lorenzo) non voleva metterli, Enrico invece è rimasto in cappotto e sciarpa per mezz’ora: non voleva più toglierli. Figuriamoci che lo faccia quando usciamo, anche nel freddo vero esce solo con la giacca 😉

Venerdì abbiamo avuto la giornata delle storie e ci siamo ricordati della storia di George (il fratellino di Peppa Pig) che ha preso un raffreddore perché non aveva messo il cappello.

Settimana bella con un argomento di molti lati.

 

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