Libro: 10 Little Fingers – 10 dita alle mani

Leggo versioni originali nel caso un libro sia scritto in una delle lingue che conosco. Fino poco tempo fa detestavo le traduzioni: litigavo sempre con le scelte di un traduttore, malgrado abbia saputo quanto è difficile il loro lavoro. Di solito trovavo una traduzione dopo aver letto l’originale deludente.
E guarda caso, non è stato così con la storia delle 10 dita…

Il poema di Mem Fox illustrato da Helen Oxenbury l’ho conosciuto in italiano, tradotto da Pico Floridi con il titolo Dieci dita alle mani, dieci dita ai piedini. Ho scoperto il libro un annetto fa a caso nella libreria di Dudi (Via Quintino Sella 71, Palermo) e mi sono innamorata subito della storia. Racconta dei bambini introducendoli due a due che nascono lì e nascono là, ma tutti hanno ugualmente 10 dita alle mani e 10 dita ai piedini. Il libro è diventato una delle tre storie di buonanotte per il mio figlio per mesi e ancora oggi riesco a farlo calmare raccontando da memoria le righe a lui.

Così ho deciso due mesi fa di ordinarlo su amazon in inglese (titolo: Ten Little Fingers and Ten Little Toes). Ma l’originale è stato una delusione.

Nel refrain della versione italiana si dice:

‘ed entrambi si sa, come tutti i bambini
hanno dieci dita alle mani e dieci dita ai piedini.’

L’inglese invece dice:

‘And both of these babies, as everyone knows,
had ten little fingers and ten little toes.’

Non è solo per il passato che va usato nella versione inglese rendendo tutto molto più distante, ma anche per la parte mancante ‘come tutti i bambini’. Perché ci assomigliamo tutti.

Giustamente non è che manca, il traduttore, Pico Floridi, ha aggiunto la frase per motivi di ritmo, ma ha aggiunto un messaggio bello al poema: che tutti i bambini sono uguali. Senza discriminare bambini a cui mancano dita (perché anche loro sono uguali agli altri), la storia italiana per me insegnava, che nati nel caldo o nati nel gelo, nati vicino o nati lontano, bambini sono simili, ergo possono diventare amici. Non trovo questo messaggio così chiaro nel originale. Bravo, Signor Floridi!

Il mio messaggio è, che leggete sempre l’originale se possibile, ma non giudicate le traduzioni. A volta il traduttore diventa l’autore di una bellissima storia.

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